Un ETF settoriale replica un indice composto solo da aziende di un determinato settore (es. semiconduttori, energia, sanità), invece di diversificare su tutta l'economia.
Il vantaggio è la possibilità di aumentare l'esposizione a un settore in cui si crede particolarmente, oltre alla quota già presente in un ETF globale diversificato.
Il rischio, di conseguenza, è più alto: se il settore attraversa una fase negativa, l'intero ETF ne risente senza la protezione della diversificazione tra settori diversi che offre un ETF globale.
Adatti se...
- Hai già una base diversificata (es. un ETF globale) e vuoi aggiungere un'esposizione mirata
- Hai una view specifica e informata su un settore o un trend di lungo periodo
- Accetti una volatilità più alta in cambio di un potenziale di rendimento maggiore o minore, a seconda dell'andamento del settore
Da valutare con attenzione se...
- È il tuo unico investimento, senza una base diversificata
- Stai semplicemente inseguendo un trend recente senza una view di lungo periodo
- Non accetti che il valore possa scendere molto di più di un ETF globale in caso di crisi di quel settore
ETF Settoriali più seguiti
Vedi tutti →Domande frequenti
Quanto peso dare a un ETF settoriale nel portafoglio?
Molti investitori lo trattano come una quota satellite minoritaria (indicativamente il 5-15% del totale), sopra una base diversificata più ampia — ma la scelta dipende dalla propria tolleranza al rischio.
Un ETF settoriale è più rischioso di uno globale?
Sì, generalmente: concentrando l'investimento su un solo settore, perde la protezione della diversificazione tra settori diversi che offre un ETF globale, quindi la volatilità tende a essere più alta.
Come scelgo il settore giusto?
Non esiste una risposta universale — dipende dalla propria view di lungo periodo su un trend specifico. Vale la pena diffidare di chi promette rendimenti garantiti puntando su un settore "caldo" del momento.